L’ipotesi di progetto parte dalla considerazione sulla natura del contesto specifico dell’intervento, uno spazio che, dalle demolizioni di primo Novecento, ha stentato a trovare una propria identità, una situazione residuale ancora più evidente nella fase caratterizzata dalla sistemazione a verde con il monumento ad Anna Maria Luisa dei Medici.
Luogo visivamente fruibile dallo spazio pubblico ma sostanzialmente diviso dalla recinzione in ferro che ne delimita il confine demaniale.
Il progetto coglie l’occasione di realizzare il volume della nuova uscita per indagare il tentativo di riscattare questo frammento urbano nel pieno rispetto del carattere monumentale e storico, della Basilica di San Lorenzo e della Cappella dei Principi.
La nuova architettura in vetro, un volume puro, integra l’area della nuova scala di collegamento estendendo la sua facciata a inglobare l’ascensore già realizzato, e opera una sorta di ricucitura degli interventi che da singoli episodi funzionali assumono una nuova autonoma presenza.
Una ‘lanterna’ contemporanea, portatrice di luce al piano interrato, in grado di assolvere alle funzioni richieste ed al tempo stesso essere ‘presenza urbana’ di riferimento, trait-d’union tra lo spazio che la ospita e i volumi del complesso laurenziano.
Una quinta potenzialmente trasparente garantisce un minimo impatto ambientale, ma al tempo stesso matericamente strutturata dalla pelle esterna, realizzata con un contemporaneo “commesso” vitreo, una teoria di tasselli di vetro incollato a strati su lastre di vetro stratificato la cui natura si gioca tra la presenza e l’assenza del suo porsi nello spazio urbano al cospetto dell’architettura delle Cappelle.
The project hypothesis begins with a consideration of the nature of the specific context of the intervention, a space that, since the demolitions of the early twentieth century, has struggled to find its own identity, a residual situation even more evident in the phase characterized by the landscaping with the monument to Anna Maria Luisa de’ Medici.
A place visually accessible from the public space but substantially divided by the iron fence that marks the state boundary.
The project seizes the opportunity to create the volume of the new exit to explore the attempt to redeem this urban fragment while fully respecting the monumental and historical character of the Basilica of San Lorenzo and the Cappella dei Principi.
The new glass architecture, a pure volume, integrates the area of the new connecting staircase by extending its façade to incorporate the existing elevator, and brings about a sort of reconnection of the interventions, which from individual functional episodes take on a new, autonomous presence.
A contemporary “lantern,” bringing light to the basement, capable of fulfilling the required functions while also serving as a landmark urban presence, a link between the space that houses it and the volumes of the Laurentian complex.
A potentially transparent curtain wall ensures minimal environmental impact, yet is simultaneously materially structured by the outer skin, made with a contemporary glass “commesso,” a series of glass tiles glued in layers onto sheets of laminated glass. Its nature plays on the presence and absence of its placement in the urban space, in the presence of the architecture of the Chapels.